Pancetta? Occhio alla sindrome metabolica

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Per chi ha un po’ di pancetta, cioè è un po’ in sovrappeso, al giorno d’oggi, se decide di dimagrire, lo fa soprattutto per una questione estetica, e non perchè si abbia la consapevolezza che sia una scelta doverosa, per prendersi cura della propria salute.

Per quale motivo la priorità dovrebbe essere la propria salute?

Alla fine è così grave avere un po’ di pancetta?

Non è grave nell’immediato, ma può essere un inizio verso patologie più importanti.

Per quale motivo?

Perchè la “pancetta” addominale, a differenza dell’altro grasso presente nel nostro organismo, ha funzioni endocrine, libera nel sangue grandi quantità di acidi grassi, che vengono utilizzati dal muscolo al posto del glucosio.

Ed il glucosio dove va?

Beh quest’ultimo non può far altro che rimanere in circolo, creando i presupposti di un’iperglicemia, la quale a sua volta induce il nostro corpo a produrre più insulina, con l’obiettivo di riuscire a far assimilare, alle nostre cellule, il glucosio in eccesso.

Processo che, se ripetuto più volte nel giro di 10, 20, 30 anni, può portare all’insulino resistenza, la quale a sua volta porta alla sindrome metabolica.

Che cos’è quest’ultima?

Come potete leggere dall’immagine seguente chi possiede 3 di questi 6 fattori: pancetta addominale, ipertensione, colesterolo buono basso, glicemia, trigliceridi e un indice di massa corporea oltre i 30 gli può essere diagnosticata la sindrome metabolica.

Patologia che interessa quasi il 50% degli over 50 – 60 e chi è in sovrappesso in età giovanile ha più probabilità di ritrovarsela in età adulta.

Chi soffre di sindrome metabolica corre un rischio superiore da 2 a 4 volte, rispetto a una persona normale, d’incorrere in alcune malattie cardiovascolari, renali, oculari ed epatiche oltre che nel diabete, ictus e steatosi epatica.

Non sopraggiunge per una casualità, ma per via di poca attività fisica, alimentazione scorretta o abuso di alcol e/o droghe, elevato stress, sonno non riposante, nonchè alcune tipologie costituzionali sono più predisposte.

Più si avanza con l’età e più aumenta il rischio di svilupparla.

La sindrome metabolica dipende dall’alimentazione e dall’attività fisica, perchè il fattore scatenante è un livello elevato di resistenza all’insulina.

L’insulino resistenza, infatti,:

  • aumenta il riassorbimento renale di sodio ed acqua, che a sua volta porta ad un aumento del volume plasmatico, e conseguentemente della pressione; 
  • crea i presupposti per avere l’iperglicemia, la quale aumenta lo stress ossidativo, distruggendo le cellule beta del pancreas, dove viene sintetizzata l’insulina, e conseguentemente il diabete; 
  • porta alla glicazione proteica non enzimatica delle proteine, alterando ad esempio le funzioni del collagene, dell’emoglobina e dell’albumina;
  • provoca un aumento dei trigliceridi, una diminuzione del colesterolo buono e un aumento di quello cattivo.

In tutto questo, perciò, un’alimentazione bilanciata e lo sport possono essere veramente d’aiuto.

Quest’ultimo se fatto per 50 – 60 minuti, 4 volte alla settimana, rende le nostre cellule più sensibili all’insulina.

Ebbene, se adesso andiamo a riprendere quanto scritto all’inizio: “avere la pancetta non è grave nell’immediato, ma può essere un inizio verso patologie più importanti” lo potremmo modificare in: “avere la pancetta non è grave, ma per evitare patologie più serie, sarebbe opportuno iniziare a modificare alcune nostre abitudini.

Come ad esempio, prendere anche in considerazione, due strumenti di prevenzione e di supporto, che sono utili per evitare la sindrome metabolica: lo ionizzatore d’acqua alcalina e la Terapia Bemer (Terapia Fisica Vascolare Bemer – dispositivo di magnetoterapia evoluta).

Il primo ti rende l’acqua antiossidante, più idratante e ti permette di espellere più tossine acide.

Il Dispositivo Bemer, migliorando la microcircolazione, da un lato, aiuta a riequilibrare il metabolismo dei grassi e degli zuccheri, e dall’altro ti aiuta ad eliminare, anch’esso, più tossine oltre che ad attenuare anche l’ipertensione.

Sia lo ionizzatore d’acqua sia il dispositivo Bemer, inoltre, sono degli ottimi antistress e facilitatori del sonno.
I minerali alcalini, infatti, attivano il sistema parasimpatico, perciò hanno un’azione rilassante ed il dispositivo Bemer, migliorando la microcircolazione, distribuisce maggiormente il cortisolo, andando a riequilibrare la parte parasimpatica e rigenerativa del nostro corpo.

Naturalmente insieme a una dieta equilibrata e a un’attività fisica idonea.

Fonte:

le immagini e le informazioni per scrivere quest’articolo le abbiamo prese da questi link:

http://www.my-personaltrainer.it/salute/sindrome-metabolica.html

http://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-sindrome-metabolica.html

http://www.my-personaltrainer.it/allenamento/sindrome-metabolica.html

http://www.my-personaltrainer.it/allenamento/sindrome-metabolica1.html

http://www.my-personaltrainer.it/allenamento/sindrome-metabolica2.html

http://www.my-personaltrainer.it/allenamento/sindrome-metabolica3.html

Per maggiori informazioni sullo ionizzatore d’acqua alcalina e il dispositivo Bemer,
siamo in via Paolo Costa, 16 a Ravenna.
Tel 339 6368711

Riceviamo su appuntamento sia alla mattina sia al pomeriggio.
Possibilità di parcheggio gratuito nella corte interna.

Articolo scritto da Elena Bagnoli

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